Archivio della categoria: Colture

Le Colture nella Valle dei Templi di Agrigento

Vite

Nel territorio del Parco la vite è abbastanza
diffusa soprattutto nelle aree fertili dove viene
coltivata, a spalliera, per la produzione di uve da
vinificare. In prossimità di vecchi casolari e
centri aziendali agricoli sono presenti viti
allevate a formare pergolati per la produzione di
uve da tavola, utilizzate per uso familiare. Dalle uve
dei vigneti che si trovano sui terreni demaniali si
produce il vino “Diodoros”  imbottigliato e
utilizzato a scopo promozionale per divulgare
le qualità organolettiche di un prodotto tipico
delle colture tradizionali del territorio
agrigentino.
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Testo di: Valentina Calì

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Agrumi

Nel territorio del Parco gli agrumi
prevalenti sono aranci e limoni, localizzati lungo
i corsi d’acqua, in prossimità di orti e
giardini consociati con altre piante da frutta. In una
vallata situata tra l’area del tempio dei Dioscuri e
quello di Vulcano, lungo il fiume S. Biagio, nella zona
in cui Diodoro Siculo nel I secolo d.C. indica
la piscina di Akragas, vi è il Giardino della
Kolymbetra, un antico giardino tipico del territorio
agrigentino, recuperato al suo uso originario e alla
fruizione, in cui sono presenti diverse piante di agrumi
con varietà rare e di pregio dell’agrumicoltura
siciliana.
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Mirto

Nel territorio del Parco si trovano diverse piante di mirto
molto longeve localizzate in vicinanza di vecchie
abitazioni, e in alcuni orti familiari impiantate a scopo
ornamentale. All’interno di
ville e giardini è utilizzato per la formazione di
siepi e bordure come nel caso del giardino di Villa Aurea.
Nell’area del giardino della Kolymbetra si trovano due
esemplari di mirto che, per maestosità e portamento
nonchè per il contesto storico-culturale e paesaggistico in
cui si trovano, sono stati censiti e catalogati come “Alberi
monumentali” e inseriti nell’elenco de “I grandi alberi di
Sicilia”.

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Pistacchio

Nel territorio del Parco il pistacchio è poco diffuso.
Piccoli gruppi di piante si trovano, prevalentemente, in
vicinanza di fabbricati utilizzati come centri aziendali
(masserie) per la produzione di frutti ad uso
familiare. Un gruppo di piante di pistacchio, innestate
con diverse varietà, sono state impiantate, insieme a
varietà di mandorlo e di olivo, nell’area del “Museo
vivente del Mandorlo”, realizzando così una “collezione
vivente” di grande valore scientifico e culturale che
raccoglie e conserva varietà rare, di pregio o in via di
estinzione della frutticoltura non irrigua della
Sicilia.
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Carrubo

Nel territorio del Parco si trovano diverse piante di carrubo ultra centenarie localizzate sia in vicinanza dei monumenti, sia in terreni marginali e scoscesi.
In prossimità del tempio di Zeus, lungo il lato occidentale, si trovano diversi esemplari tra i quali il cosiddetto “carrubo di Giove” che, per maestosità e portamento nonchè per il contesto storico-culturale e paesaggistico in cui si trova, è stato censito e catalogato tra gli “Alberi monumentali” e inserito nell’elenco de “I grandi alberi di Sicilia”.

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Ulivo

Nel territorio del Parco l’olivo è molto diffuso e costituisce,
assieme al
mandorlo, il “bosco di mandorli e ulivi”, definizione usata da Luigi
Pirandello per indicare la copertura vegetale caratteristica del
territorio
della Valle dei Templi. Nei terreni marginali e abbandonati è molto
diffuso
l’olivastro o olivo selvatico (Olea europea varietà silvestris),
mentre, nei
terreni coltivati si riscontrano oliveti con varietà di olive
tradizionali e
con piante secolari. Alcune di queste, per maestosità e portamento
nonché per il contesto storico-culturale e paesaggistico in cui si
trovano,
sono state censite e catalogate come “Alberi monumentali” e inserite
nell’elenco de “I grandi alberi di Sicilia”. Negli ultimi decenni
nell’area
del Parco, per la rilevanza che ha assunto la olivicoltura anche nel
territorio agrigentino, sono stati impiantati oliveti specializzati con

varietà più produttive per la produzione di olio e di olive da mensa.
Dagli
oliveti dei terreni demaniali del Parco si ricava l’olio “Diodoros” che
ha
avuto diversi riconoscimenti per la sua qualità e delicatezza di gusto.
Le
varietà di olivo tradizionali presenti nel territorio del Parco sono
state
impiantate, insieme alle varietà di mandorlo e di pistacchio siciliane,

nell’area del Museo vivente del Mandorlo, realizzando così una
“collezione
vivente” di grande valore scientifico e culturale che raccoglie e
conserva
varietà rare, di pregio o in via di estinzione della frutticoltura non

irrigua della Sicilia.
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Mandorlo

Il Mandorlo è tra le piante più diffuse nel territorio del Parco
e costituisce, insieme all’olivo, quello che Luigi Pirandello ha
definito il “bosco di mandorli e ulivi”. Per la sua resistenza
alla siccità, per la sua rusticità e adattabilità è stato
impiantato anche nei terreni poco fertili e marginali diventando
l’elemento caratterizzante della copertura vegetale della Valle
dei Templi. Per la sua precoce fioritura, che in alcuni anni può
avvenire anche a dicembre, conferisce al paesaggio, in pieno
inverno, un aspetto unico e suggestivo che costituisce, insieme
ai Templi, una notevole attrazione turistica. All’interno del
Parco è stato realizzato il “Museo vivente del mandorlo”, dove
sono coltivate circa 300 varietà tradizionali dell’antica
mandorlicoltura siciliana. Nell’area del Museo sono state
impiantate anche diverse varietà di pistacchio e di olivo,
realizzando così una “collezione vivente” di grande valore
scientifico e culturale che raccoglie e conserva varietà
rare, di pregio, o in via di estinzione, della frutticoltura non
irrigua della Sicilia.
Ulteriori approfondimenti sul mandorlo.

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