Nel territorio del Parco l'olivo è molto diffuso e costituisce, assieme al
mandorlo, il "bosco di mandorli e ulivi", definizione usata da Luigi
Pirandello per indicare la copertura vegetale caratteristica del territorio
della Valle dei Templi. Nei terreni marginali e abbandonati è molto diffuso
l'olivastro o olivo selvatico (Olea europea varietà silvestris), mentre, nei
terreni coltivati si riscontrano oliveti con varietà di olive tradizionali e
con piante secolari. Alcune di queste, per maestosità e portamento
nonché per il contesto storico-culturale e paesaggistico in cui si trovano,
sono state censite e catalogate come "Alberi monumentali" e inserite
nell'elenco de "I grandi alberi di Sicilia". Negli ultimi decenni nell'area
del Parco, per la rilevanza che ha assunto la olivicoltura anche nel
territorio agrigentino, sono stati impiantati oliveti specializzati con
varietà più produttive per la produzione di olio e di olive da mensa. Dagli
oliveti dei terreni demaniali del Parco si ricava l'olio "Diodoros" che ha
avuto diversi riconoscimenti per la sua qualità e delicatezza di gusto. Le
varietà di olivo tradizionali presenti nel territorio del Parco sono state
impiantate, insieme alle varietà di mandorlo e di pistacchio siciliane,
nell'area del Museo vivente del Mandorlo, realizzando così una "collezione
vivente" di grande valore scientifico e culturale che raccoglie e conserva
varietà rare, di pregio o in via di estinzione della frutticoltura non
irrigua della Sicilia.
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Testo di:
Giovanni Leto Barone
admin by Tommaso Guagliardo