Parco della Valle dei Templi di Agrigento


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« … io avrei voluto paragonare San Pietro di Roma, e tutte le sue proporzioni con il tempio di Giove Olimpico, dappoiché fermissimamente credo che quest’ultimo a colpo d’occhio ha dovuto essere più bello e più magnifico; sì non può immaginarsi edificio più maestoso di questo»
(Johann Hermann von Riedesel - 1767)


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    Porta I

    La Porta I si trova sulle pendici sud-orientali della Rupe Atenea, l'antica acropoli di Akragas, alla quale era collegata da una strada che giungeva sino al Tempio di Demetra. È un settore della cinta muraria di particolare rilevanza poiché difendeva una parte vulnerabile della città in cui il naturale costone roccioso era interrotto da un profondo vallone. Il sistema di fortificazioni era quindi costituito da un poderoso muro di sbarramento avente un andamento spezzato e un ingresso trasversale poco visibile da lontano, ed era rafforzato da torri nei punti più esposti. Alla Porta I era connessa un'altra imponente struttura difensiva denominata "baluardo a tenaglia", posta a circa un centinaio di metri a Ovest in corrispondenza dell'insenatura naturale del vallone. Si tratta di una imponente opera di sbarramento composta da due settori di mura che si congiungono ad angolo acuto e formano presso il vertice, sul lato esterno, un poderoso torrione di fortificazione. La costruzione di tale settore si data tra la fine del VI e l'inizio del V sec. a.C. ma è documentato un rifacimento di epoca successiva (fine IV-III sec. a.C.) in cui il muro di fortificazione è stato ricostruito sullo stesso allineamento con blocchi riutilizzati o appena sbozzati. Tra la distruzione cartaginese del 406 a.C. e la metà del IV sec. a.C.,sulle rovine delle fortificazioni fu costruito un quartiere artigianale, forse per la lavorazione della ceramica, come sembrano suggerire i reperti rinvenuti negli scavi. A Nord-Est della porta si trova un santuario dedicato alle divinità ctonie (della terra) Demetra e Persefone, cronologicamente contemporaneo alla fase più antica della cinta muraria.

     

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    Testo di: Valentina Calì
    admin by Tommaso Guagliardo


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