Tempio di Iside

Non si conoscono le preesistenze ellenistiche insistenti nell’area del
terrazzo
settentrionale dell’agorà superiore in contrada San Nicola, ma di
esso
è
stata ben portata in evidenza la sistemazione di un’ara sacra
iniziata in età augustea
con modifiche attuate nel corso del I–II sec. d.C. Essa consiste in
un triportico delimitante
una piazza di m 60 x m 36, su cui si erge un tempio con podio.
Il tempio, probabilmente dedicato alla dea Iside, si compone di cella e
pronao ad avancorpo su podio.
La lunghezza complessiva dell’edificio è di m 18,00 x 7,60; e l’altezza
massima conservata
relativa al basamento è di m 1,50.
Al podio si accedeva mediante due rampe laterali di nove gradini
contenuti tra l’aggetto laterale del
muro nord del podio medesimo e il muro di spalla sagomato a volute.
Probabilmente il tempio aveva una cella
indivisa su basamento con pronao ad avancorpo più largo è aggettante sui
lati e con sei
colonne sulla fronte e due laterali. La trabeazione presenta un fregio
dorico.
Il triportico aveva un numero complessivo di 62 colonne a fusto liscio
intonacato e due mezze colonne
terminali. Il portico è largo m 4,80. Interessante è il blocco del
fregio dorico del portico,
costituito da metope alternate a triglifi, con l’inserimento di un
elemento a rilievo liscio che,
con un intervallo di due triglifi, si sostituisce al triglifo stesso.
Portico e tempio sono di età tardo augustea-tiberiana;
La costruzione dalle rampe laterali di accesso si pone nel corso del II
sec. d.C.
Il complesso monumentale è rimasto in vita sino oltre la fine del IV
sec. d.C., finchè
sopravviene il suo abbandono: avvenimento da porre verosimilmente in
relazione con il sacco di Genserico
del 440 d.C.

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