Santuario delle divinità Ctonie e Tempio dei Dioscuri

Demetra e Persefone, madre e figlia, protettrici della fecondità
della natura e dell’uomo,
erano chiamate dai Greci divinità ctonie, ovvero divinità della
terra.
Il loro culto era così diffuso in tutta la Sicilia che gli autori
antichi definivano
l’Isola “dono di nozze a Persefone da parte di Zeus” e la stessa
Akragas era detta “la terra di Persefone”.

Nel settore occidentale della Collina dei Templi si estendeva una
immensa
area sacra dedicata al culto delle due dee, suddivisa in tre
terrazzi contigui che
sovrastavano la Kolymbethra, la “magnifica piscina” realizzata
durante il V sec. a.C.
in cui confluiva una complessa rete di acquedotti. Lo studio dei
resti archeologici e
degli oggetti rinvenuti ha permesso di ricostruire i diversi momenti
del rituale religioso
che era celebrato soprattutto da donne e che è attestato dalla
fondazione della colonia
(VI sec. a.C.) sino ad epoca ellenistica (IV-II sec. a.C.).

I devoti che giungevano al santuario entrando da Porta V,
probabilmente acquistavano
gli ex-voto presso le botteghe dei ceramisti addossate fuori dalle
mura e pervenivano
nel terrazzo a Est della porta dove iniziavano il percorso rituale
con le offerte e
la visita ai tempietti e alle sale di accoglienza e riunione del
portico.
Il culto continuava nell’attiguo terrazzo dove si trovavano diversi
tempietti,
recinti e altari per la celebrazione dei sacrifici di animali che si
svolgevano
tra canti e profumi d’incenso; dopo il sacrificio la carne
dell’animale veniva
cucinata e mangiata sul posto da tutti i devoti. Nell’estremo
terrazzo occidentale,
occupato solo da poche strutture e da alcuni basamenti che
sostenevano statue dedicate alle dee (donari),
si concludeva l’itinerario cultuale con canti, danze e l’offerta di
deposizioni di
piccoli oggetti – vasi, lucerne o statuette in terracotta – entro
buche scavate nel
terreno e protette da pietrame. Da quest’area proviene una testina
in terracotta,
databile al VII sec. a.C., che costituisce la testimonianza più
antica del culto
per le due divinità.

Nel terrazzo mediano si trova il tempio tradizionalmente detto dei
Dioscuri,
di cui è visibile la ricostruzione dell’angolo nord-ovest eseguita
nel 1836 dalla
Commissione delle antichità della Sicilia. Il tempio, costruito in
calcarenite locale, è
di stile dorico (480-460 a.C.) e presenta una pianta simile a quella
degli altri templi agrigentini
con sei colonne sui lati brevi e tredici sui lati lunghi.

L’intervento di restauro ottocentesco ne ha fortemente compromesso
l’aspetto originario,
poichè sono stati messi insieme elementi architettonici pertinenti a
fasi cronologiche diverse,
come i gocciolatoi per l’acqua piovana a forma di testa di leone che
risalgono ad epoca ellenistica.

Poco più a Sud si trova il cosiddetto Tempio L, di cui restano solo
la trincea di fondazione e
una grande quantità di tamburi di colonne; inoltre sono visibili le
rovine dell’altare antistante al tempio destinato ai sacrifici.

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