Tempio di Giunone

Il tempio, la cui attribuzione a Giunone è dovuta ad una erronea
interpretazione
di un brano di un autore latino, è costruito in calcarenite locale e
sorge in posizione dominante presso l’estremità orientale della Collina
dei Templi.

L’edificio, di stile dorico (450-440 a.C. ), poggia su un basamento di
quattro gradini e
presenta sei colonne sui lati brevi e tredici sui lati lunghi.
L’interno era suddiviso in tre vani: quello centrale (cella) era
preceduto da un
atrio di ingresso (pronao) e seguito da un vano posteriore
(opistodomo),
questi ultimi avevano due colonne antistanti; ai lati della porta della
cella si
trovavano le scale di accesso al tetto. Il basamento con tre gradini
sul fondo della
cella fu aggiunto in epoca successiva. La superficie di alcuni blocchi
arrossati mostra i segni
dell’incendio forse riconducibile alla distruzione di Akragas compiuta
dai Cartaginesi nel 406 a.C.

Sul lato est si trovano i resti dell’altare monumentale preceduto da
una scalinata di dieci
gradini che conduceva al piano dove si celebravano i sacrifici.

Numerosi restauri sono stati eseguiti a partire dalla fine del XVIII
secolo,
quando furono risollevate le colonne del lato nord, sino agli ultimi
interventi di tipo
statico e conservativo delle superfici lapidee effettuati dal Parco
(POR Sicilia 2000-2006).

A Ovest del tempio si trova Porta III – di cui oggi rimane ben poco a
causa della frana di parte del costone
roccioso – originariamente aperta in una rientranza obliqua rispetto
alla linea delle
fortificazioni e percorsa da una carreggiata stradale ancora visibile.
Il sistema difensivo risalente
alla fine del VI sec. a.C. fu rinforzato durante il IV sec. a.C. dalla
costruzione,
a Nord-Est della porta e del tempio, di un imponente torrione di cui
oggi rimane parte del crollo dell’elevato.


Le fonti letterarie

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